Proibizionismo di Stato e di Chiesa. A Modena “No sms nei venerdì di Quaresima” …

Oggi sull’Espresso ho letto un colloquio tra il filosofo Umberto Galimberti e Enrico Arosio.
L’argomento è il proibizionismo, e dà spunto a questo colloquio la notizia che l’arcivescovo di Modena ha chiesto ai fedeli di rinunciare agli sms nei venerdì di Quaresima.
Galimberti mette in evidenza che si risponde con divieti perchè non si comprendono le richieste della società. Ma la storia dimostra che il proibizionismo è poco efficace.
Tra sindaci e prelati alla società della paura si risponde con la società del divieto.
Galimberti risponde: “gli amministratori e anche la Chiesa tendono a trattare la società come una massa di bambini. Premi e punizioni. Premi pochi, punizioni molte. Si intravvedono nuove strategie di infantilizzazione.
Il proibizionismo è poco efficace, lo dice la storia recente. Interdire la bevuta, le ore piccole o addirittura gli sms significa non capire niente del disagio sociale e relazionale che emerge tra i giovani e tra le larghe porzioni della società adulta. Una società che vorremmo emancipata trattata con procedure infantili è la spia di una cosa sola: l’incapacità di analisi dei suoi bisogni e delle sue dinamiche”.

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