True faith – New Order

I feel so extraordinary
Something’s got a hold on me
I get this feeling I’m in motion
A sudden sense of liberty
I don’t care ‘cause I’m not there
And I don’t care if I’m here tomorrow
Again and again I’ve taken too much
Of the things that cost you too much
I used to think that the day would never come
I’d see delight in the shade of the morning sun
My morning sun is the drug that brings me near
To the childhood I lost, replaced by fear
I used to think that the day would never come
That my life would depend on the morning sun…

When I was a very small boy,
Very small boys talked to me
Now that we’ve grown up together
They’re afraid of what they see
That’s the price that we all pay
Our valued destiny comes to nothing
I can’t tell you where we’re going
I guess there was just no way of knowing
I used to think that the day would never come
I’d see delight in the shade of the morning sun
My morning sun is the drug that brings me near
To the childhood I lost, replaced by fear
I used to think that the day would never come
That my life would depend on the morning sun…

I feel so extraordinary
Something’s got a hold on me
I get this feeling I’m in motion
A sudden sense of liberty
The chances are we’ve gone too far
You took my time and you took my money
Now I fear you’ve left me standing
In a world that’s so demanding
I used to think that the day would never come
I’d see delight in the shade of the morning sun
My morning sun is the drug that brings me near
To the childhood I lost, replaced by fear
I used to think that the day would never come
That my life would depend on the morning sun…

Sanremo 2017

Sono curiosa, non mi piace criticare cose che non ho visto e solo per partito preso, così come qualcosa dentro di me mi spinge a voler scovare le fragilità e le emotività dell’animo umano pure e soprattutto nei percorsi apparentemente più deludenti e scadenti.

Mi sono piaciuti i testi e le personalità di Ermal Meta (Vietato morire) e di Michele Bravi (Il diario degli errori), perchè entrambi camminano dentro l’essere umano.

Ermal Meta è disobbediente nel modo più sano che possa esistere. Il brano è di speranza ed è dedicato alla madre, che troRisultati immagini per Ermal Meta – Vietato Morirevò il coraggio di lasciare il marito e di trasferirsi con i due figli in Italia, lasciandosi il passato alle spalle (cit.).
Canta contro la violenza sulle donne e sui bambini, dice: “avevo semplicemente voglia di “buttare fuori” qualcosa”, quindi di tirar fuori da dentro di sè qualcosa di forte. “Vietato morire” rappresenta il concetto di parlare, comunicare ed esprimersi, e quindi non bisogna stare zitti e bisogna disobbedire di fronte ad ogni forma di prevaricazione e capire il momento giusto in cui bisogna dire “basta”.
Disobbediamo alla violenza, a chi provoca ingiustamente dolore.
Michele Bravi ripercorre gli errori, viviamo superando errori: quanta lotta interiore, quanta responsabilità nel decidere e scegliere vivendo… perchè le scelte fatte puoi solo Immagine correlataaffrontarle, non puoi più tornare in dietro e fare l’altra scelta se ti accorgi di aver fatto la scelta sbagliata, te ne devi assumere ogni responsabilità ed a volte è davvero dura…
Ma impariamo vivendo, non sempre il nostro intuito può aiutarci a non sbagliare. L’importante, come si suol dire, è non perseverare nel fare errori, ma fare preziose le esperienze che si sono affrontate vivendo.
In una intervista mi è piaciuto poi pure quello che ha detto di se stesso: “la sessualità smette di essere una scelta nel momento in cui la scelta diventa l’emozione. Io ho incontrato una persona che mi ha emozionato, che fosse un ragazzo è del tutto irrilevante: in futuro potrebbe succedermi anche con una ragazza”.
Non sono particolarmente presa dalle questioni sul genere sessuale, perchè non dovrebbero essere “questioni”: ognuno nella vita ha diritto alla propria sessualità senza dover dare spiegazioni; mica diamo spiegazione sul fatto che respiriamo, mangiamo, dormiamo, ecc…?
Per questo mi è piaciuto che per lui la scelta sia l’emozione.

Non sono messaggi che anche in questo caso vale la pena cogliere?
Scendiamo dai pulpiti…

Non riesco ad ascoltare Sanremo per intero, però lo seguo anche se a sprazzi e mentre faccio altre cose in casa, per me Sanremo è come certe feste fisse che tornano ogni anno, volenti o nolenti, e dato che torna perchè sfuggirgli?
Se dici che Sanremo ti piace, quelli che si sentono cool ed esperti di musica ti bannano e ti disprezzano con parole dure, che ti chiedi come possano avere dentro di loro così poco rispetto degli altri (in fondo ascoltare Sanremo non è uccidere o essere persone per forza di scarsa cultura).
Non riesco a capire quelli che dicono che Sanremo lo odiano e lo disprezzano al punto di eliminare degli amici dai propri contatti social, che mai …mai… mai… lo ascolterebbero: mi appaiono boriosi e snob da quattro soldi, gente con la puzza sotto il naso, gente che, anche se di musica se ne intende, non ha umiltà di cuore.

Gran parte delle cose di Sanremo non mi piacciono, tutto quello che non è canzone non mi piace e lo trovo patetico, dai presentatori a gran parte degli ospiti.

Eliminando tutte le sovrastrutture pesanti e ingombranti, osservo solo i cantanti che, qualunque sia stato il modo con cui siano riusciti ad arrivare fin là (e di sicuro sono percorsi infernali…), hanno dentro se stessi emozione e tensione.

Cyrano (Francesco Guccini)

Venite pure avanti, voi con il naso corto,
signori imbellettati, io più non vi sopporto!
Infilerò la penna ben dentro al vostro orgoglio
perché con questa spada
vi uccido quando voglio.
Venite pure avanti poeti sgangherati,
inutili cantanti di giorni sciagurati,
buffoni che campate di versi senza forza
avrete soldi e gloria ma non avete scorza;
godetevi il successo, godete finché dura
ché il pubblico è ammaestrato
e non vi fa paura
e andate chissà dove per non pagar le tasse
col ghigno e l’ignoranza dei primi della classe.
Io sono solo un povero cadetto di Guascogna
però non la sopporto la gente che non sogna.
Gli orpelli? L’arrivismo? All’amo non abbocco
e al fin della licenza io non perdono e tocco.

Facciamola finita, venite tutti avanti
nuovi protagonisti, politici rampanti;
venite portaborse, ruffiani e mezze calze,
feroci conduttori di trasmissioni false
che avete spesso fatto
del qualunquismo un arte;
coraggio liberisti, buttate giù le carte
tanto ci sarà sempre chi pagherà le spese
in questo benedetto assurdo bel paese.

Non me ne frega niente
se anch’io sono sbagliato,
spiacere è il mio piacere,
io amo essere odiato;
coi furbi e i prepotenti
da sempre mi balocco
e al fin della licenza
io non perdono e tocco.

Ma quando sono solo
con questo naso al piede
che almeno di mezz’ora
da sempre mi precede
si spegne la mia rabbia
e ricordo con dolore
che a me è quasi proibito il sogno di un amore;
non so quante ne ho amate, non so quante ne ho avute,
per colpa o per destino le donne le ho perdute
e quando sento il peso d’essere sempre solo
mi chiudo in casa e scrivo e scrivendo mi consolo,
ma dentro di me sento che il grande amore esiste,
amo senza peccato, amo ma sono triste
perché Rossana è bella, siamo così diversi;
a parlarle non riesco, le parlerò coi versi.

Venite gente vuota, facciamola finita:
voi preti che vendete a tutti un’altra vita;
se c’è come voi dite un Dio nell’infinito
guardatevi nel cuore, l’avete già tradito
e voi materialisti, col vostro chiodo fisso
che Dio è morto e l’uomo è solo in questo abisso,
le verità cercate per terra, da maiali,
tenetevi le ghiande, lasciatemi le ali;
tornate a casa nani, levatevi davanti,
per la mia rabbia enorme mi servono giganti.
Ai dogmi e ai pregiudizi da sempre non abbocco
e al fin della licenza io non perdono e tocco.

Io tocco i miei nemici col naso e con la spada
ma in questa vita oggi non trovo più la strada,
non voglio rassegnarmi ad essere cattivo
tu sola puoi salvarmi, tu sola e te lo scrivo;
dev’esserci, lo sento, in terra in cielo o un posto
dove non soffriremo e tutto sarà giusto.

Non ridere, ti prego, di queste mie parole,
io sono solo un’ombra e tu, Rossana, il sole;
ma tu, lo so, non ridi, dolcissima signora
ed io non mi nascondo sotto la tua dimora
perché ormai lo sento, non ho sofferto invano,
se mi ami come sono, per sempre tuo Cirano…

Nel mio blog non poteva mancare Francesco Guccini… uno dei miei cantautori preferiti, che mi accompagna nella vita…. nella cui rabbia e ribellione mi sono sempre riconosciuta… questo poeta della musica….vero.. vero….vero!
Non a caso i testi di alcune sue canzoni sono riportati nelle antologie della letteratura italiana….! perchè insegnano cosa non si deve insegnare!!!!!