A proposito di Carte…

Non so se capitano tutte a me… ma è la quarta volta che mi si smagnetizza la Carta del Bancoposta….
Ormai alle Poste quando mi vedono scappano tutti.
Questa volta però mi sono resa conto cosa provoca la smagnetizzazione delle mie Carte (o almeno credo…): è uno sportello delle Poste iin un grosso centro commerciale: l’altro ieri ho usato la mia Carta là… e subito dopo la Carta non funzionava più…ed oggi son dovuta tornare  alle Poste per fare il rinnovo…

Dopo questa sconfortante faccenda, sono andata al supermercato: ho preso alcune cose per oggi e per domani, dato che almeno nel fine settimana riesco a cucinare un pò decentemente essendo a casa ed avendo un pò più di tempo, così sembra festa e la famiglia è tutta allegra, nonostante i problemi.
Quando vai sapendo cosa vuoi prendere, fai prima…anche se poi alla fine aggiungi sempre qualcosa in più.
Così sono andata alla Cassa per pagare. Ho fatto la mia fila, che inizialmente sembrava scorrere anche velocemente.
Davanti a me, un anziano uomo, magro, con un cappello con visiera, vestito poveramente, con un giaccone “color di cane che fugge” (come avrebbe detto il mio professore di Filosofia del Liceo), malaticcio, e che mi appare fragile e non in salute. Si muove male… parla male…lo noto a disagio…
Vedo che usa una Carta Bancoposta come la mia (quella per ora smagnetizzata, fino a che non mi arriva la nuova): la dà alla cassiera, lei la infila nella solita macchinetta… ma la carta non paga…
Come mai?
La cassiera riprova… e dice all’anziano uomo che non c’è la somma necessaria: l’uomo aveva preso due confenzioni di acqua minerale e due piccoli vassoi di carne di quella più economica…
L’uomo allora chiede alla cassiera di vedere fin dove poteva pagare… e questa riesce a conteggiare solo fino alle due cassette d’acqua.
L’uomo parla poco cercando di farsi tornare i conti, cercando di non far notare la situazione al resto della gente che è intorno, io giro gli occhi altrove facendo finta di non aver visto per evitargli il disagio, essendo io quella più vicina, quindi paga mentre la cassiera gli fa riportare la carne nel reparto dove l’aveva presa…(ed io penso “che stronza sta cassiera”!)…
Poi lo vedo uscire  con la sola acqua e provo tanto dolore dentro…ed una paura enorme.
Avrei potuto pagargli io la carne, erano pochi soldi in fondo… ma non sapevo come fare, come intervenire: ho preferito fare finta di nulla per non metterlo di più a disagio e invece avrei dovuto aiutarlo…
Ed è tutto il giorno che ci penso… che non riesco a togliermi quella figura dalla mente… che so che non dimenticherò mai…

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11 thoughts on “A proposito di Carte…

  1. gianpi47 28 marzo 2009 / 17:25

    Non è facile n certi momenti essere pronti a deidere per una cosa chepotrebbe essere positiva oppure creare ancor più disagio. L’unico problema che rimane dopo il fatto è l’amaro che ti resta dentro. Un saluto

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  2. Philosofia 25 febbraio 2009 / 18:36

    ofelia85 : si … è stato anche per questo che non sono intervenuta: ho pensato che rischiavo di offenderlo magari…
    La povertà è ormai sempre più dilagante: mi fa paura!

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  3. ofelia85 24 febbraio 2009 / 16:02

    ..ma forse se fossi intervenuta il signore si sarebbe sentito profondamente offeso…
    a me è capitato di incontrare una signora anziana per milano che chiedeva l’elemosina.
    mi sono sorpresa perchè aveva l’accento del posto..
    di solito sono abituata a vedere barboni, non signore in pensione..
    infatti si vergognava e quando mi ha fermato non avevo capito che chiedeva l’elemosina.
    alla fine mi ha raccontato che è stata costretta ad uscire in strada perchè con la sua pensione non ha più i soldi per mangiare.
    mi ha fatto una pena!!!
    e pensare che sono davvero in tanti i pensionati messi così..

    io adoro le carte di credito!
    ma sono pericolose..
    se non sto attenta in un attimo ho speso una follia!
    ;*

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  4. albatrodei7mari 20 febbraio 2009 / 14:58

    @Phil…, #6:

    cara Phil, è da 9 anni che ho l’in?sana follia di credere in un progettone glocale, Rudhville, ovvero ‘Metavillaggio Rudh’ (‘Rudh’, ‘rosso’ in celtico probabilmente dei Galli Senoni, dal colore della terra), in tre parti, una universitaria e di ricerca a qualità totale, d’ispirazione correttamente interculturale e internazionale, l’altra di bioparco anche sostenibilmente agri-zootecnico, l’altra di parco giochi tematico-didattico.
    Questa sera, in occasione di un convegno-dibattito, lo presenterò pubblicamente.
    Ho creato stamattina il suo blog strutturato, http://rudhville.wordpress.com.
    Localizzazione favorita: area del Castello Visconteo di Cassino Scanasio di Rozzano, Milano, dove risiedo.
    In questa ultima settimana ho avuto intoppi tecnici (computer da cambiare, line ADSL malfunzionante), quindi sono stato in pratica assente dalla Rete.

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  5. Philosofia 13 febbraio 2009 / 21:01

    ALBATRO: tempi molto lunghi per i progetti… l’importante è insistere, non demordere…

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  6. albatrodei7mari 12 febbraio 2009 / 22:51

    Phil, mia cara Phil,

    sarebbe il sistema di meta-work/meta-business, meta-education ma anche di meta-clubbing ed meta-lobbying (pressione legittima dal basso), che ci vorrebbe, come ho previsto nel progetto Metànya, che ho steso in forma di presentazione di StarOffice Impress/MS Powerpoint, dal 27.8.2007.
    Ma devo ancora trovare un uno o più infotelematico e uno o più investitori, meglio molti, e un gruppo di eco-architetti/ingegneri per la parte terrritoriale…
    Un progetto enorme.
    Meta- va ovviamente oltre, comprendendo eccome, la dimensione e l’attrezzatura digitale online e offline.

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  7. albatrodei7mari 11 febbraio 2009 / 08:56

    Devono ancora inventare un bel sistemino completo anti-clonatura (tessera, periferica e driver), portabile anche come mini-periferica di TUA proprietà, magari Wi-Fi/Wi-Max, connettibile al computer e Internet, che possa sia addebitarti che accreditarti fondi certificati e documentati (acquisti e vendite di prodotti materiali e immateriali e lavoro).
    Il tutto facente parte di un progettone di metacomunità (non solo cibercomunità) di metavillaggi.
    Comunque si può avere solo NOSTALGIA di un certo futuro.
    Ma aver anche voglia di esserne costruttori, oltre che utilizzatori.
    Vaneggio?

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  8. Philosofia 10 febbraio 2009 / 16:56

    DIAKTOROS
    Io la Carta ce l’ho perchè è comoda: ti fornisce i tuoi soldi in qualunque momento…. poi io non è che sono una riccona… infatti ho una semplice Carta postale.
    Sul concetto di virtuale avrei molto da dire: non faccio differenza tra virtuale e reale: nella Carta ci sono soldi veri, mica virtuali!
    Si tratta quindi di riuscire a sentirsi parte di una nuova dimensione della vita: del resto tutto si trasforma, evolve.
    🙂

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  9. Diaktoros 9 febbraio 2009 / 18:31

    Odio le carte, comprese le prepagate che ti clonano prima che riesca a consumarle. Ma in un mondo sempre più virtuale mica puoi andare in giro coi soldi veri (soprattutto se ne hai tanti)! Visto che questo non è il mio caso, mi permetto di circolare anche senza portafoglio: così almeno non me lo rubano.

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