Amare

Io non ho mai sentito tanto di vivere quanto amando …

(Giacomo Leopardi, Zibaldone, 59.60)

Io non ho mai sentito tanto di vivere quanto amando, benché tutto il resto del mondo fosse per me come morto.
L’amore è la vita e il principio vivificante della natura, come l’odio il principio distruggente e mortale.
Le cose sono fatte per amarsi scambievolmente, e la vita nasce da questo.
Odiandosi, benché molti odi sono anche naturali, ne nasce l’effetto contrario, cioè distruzioni scambievoli, e anche rodimento e consumazione interna dell’odiatore ».

                                  

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5 thoughts on “Amare

  1. lefoujumeau 19 ottobre 2005 / 14:49

    …l’amore conta
    l’amore conta
    conosci un altro modo
    per fregar la morte?
    nessuno dice mai se prima o poi
    e forse qualche dio non ha finito con noi
    l’amore conta…
    …è un peccato per quelle promesse
    oneste ma grosse
    ci si sceglie per farselo un pò in compagnia
    questo viaggio in cui non si ripassa dal via
    l’amore conta – l’amore conta
    e conta gli anni a chi non è mai stato pronto
    nessuno dice mai che sia facile
    e forse qualche dio non ha finito con te

    grazie per il tempo pieno
    grazie per la te più vera
    grazie per i denti stretti
    i difetti
    per le botte d’allegria
    per la nostra fantasia

    Tratto da L’amore conta – Ligabue

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  2. anonimo 18 ottobre 2005 / 18:43

    Sono sulla battigia e tira bizzoso il libeccio. Per un “pesci” come me è “sentirsi a casa”.
    Il mare è appena mosso.
    Il mare è una medicina potente: qualsiasi dolore tu hai, qualsiasi tristezza tu possa provare, per quanto questi possano sembrarti grandi e insopportabili, di fronte a questa onnipotente massa d’acqua, al suo abisso misterioso, si ridimensionano. E’ come farsi accogliere da un infinito abbraccio dove potersi sciogliere.

    E così la ferita di sentirsi ripetere con una specie di soddisfazione acre dalla donna che ami -io non ti amo- ti sembra meno lacerante, e il dolore di essere solo tu ad amare tra i due, più sopportabile; e la voce cattiva, stentorea nel suo sottolineare il rancore, meno tagliente.

    Una giovane donna gioca a farsi rincorrere e a rincorrere il suo cane lupo nero su quella terra di nessuno che appartiene alla risacca e alla spiaggia, a seconda che sia la prima ad avere ragione della seconda, o viceversa… E’ tutta una sistole e una diastole, un va e vieni, un toccare e fuggire; coraggio e paura, amore e distanza.

    Il cane nero si confonde con i profili affilati dei massi frangiflutti… ed è un bene che ci si confonda, a volte, e un male aver sempre tutto troppo nitido, troppo certo; come se nella presunzione della certezza morisse quella debolezza che ci fa dubitare e quindi tentare. La debolezza dell’aquilotto che è certo di non saper volare eppure s’avventura, del feto che non sa di dover nascere eppure nasce, del vecchio che non sa quanto rimane da vivere eppure vive; di chi non ha amore in cambio del suo ma non si arrende, ed ama.

    Il mare tiene compagnia, impaurisce e rassicura; il suo silenzio sussurrante ha una voce.

    Essere lontano dal caos, riempirsi di questo silenzio pieno di musica, svuotarsi dai torrenti di parole che ingorgano, ostruiscono, fanno male, ingigantiscono il rimbombo del dolore.

    Desiderare i suoi abbracci ma poterne sostenere l’assenza; vuoto che non scava, ancora di più, troppo di più… ma che “è”.

    cadmo
    (http://cadmo.blog.tiscali.it/)

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  3. ooohopla 17 ottobre 2005 / 18:06

    Che gran bel libro, cara Phil, è lo “Zibaldone” leopardiano!!! E non vi è pagina lì dentro che non meriti la nostra riflessione. Ti ringrazio anche per il post su Quasimodo, perché hai citato i versi migliori di quel poeta, che, per tutto il resto della sua opera, nonostante il Nobel, a me non sembra così significativo. L’unico libro che salvo è quello delle traduzioni dei lirici greci. Non vi ritrovi il sapore sanguigno degli originali, ma è comunque un piccolo capolavoro. Così come gli esperimenti sulle “Georgiche” virgiliane.

    Saluti cari
    ooohopla

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  4. alidada 16 ottobre 2005 / 21:56

    è bellissimo questo post. Queste parole mi piacciono così tanto che mi ispirerebbero un post a modo mio.. Me le presti? Sì vero?! 🙂 Domani proverò a trasformare Alidada in un frutto d’amore.. 🙂
    Un abbraccio e buon inizio settimana,
    Alidada

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