Una architettura non semplice: un manifesto gentile

Amo la complessità e la contraddizione in architettura.

Non amo l’incoerenza e l’arbitrarietà dell’architettura incompetente, i complicati preziosismi del pittoresco.

Mi riferisco invece ad un’architettura complessa e contraddittoria basata sulla ricchezza e sull’ambiguità dell’esperienza contemporanea, compresa quella esperienza inerente all’arte.

In ogni campo, tranne che in architettura, complessità e contraddizione sono state
acquisite come principi.

L’architettura invece è inevitabilmente complessa e contraddittoria, nella misura in cui essa include i tradizionali criteri vitruviani di firmitas, utilitas, venustas; oggi le esigenze di programma, struttura, impianti tecnici ed espressione sono differenti ed entrano in contrasto in modo imprevedibile persino in edifìci singoli posti in contesti semplici; l’ampliarsi della scala e della dimensione degli interventi  architettonici nella pianificazone urbana e territoriale aumenta le difficoltà. 

Accetto i problemi e sfrutto le incertezze; accogliendo sia la contraddizione che la complessità,  punto  sia  sulla  vitalità  che sulla dualità.  

Io amo gli elementi che sono ibridi piuttosto che «puri», quelli di compromesso piuttosto che quelli «puliti», contorti piuttosto che «diritti»,  ambigui  piuttosto che  «articolati», corrotti quanto anonimi, noiosi quanto  «interessanti»,  accomodanti piuttosto che esclusivi, tradizionali quanto innovatori, incoerenti ed equivoci piuttosto che chiari e diretti.

Io sono per il disordine pieno di vitalità più che per l’unità ovvia; accetto il non sequitur e proclamo  dualità. 

Sono per la ricchezza del  significato;  per  la  funzione implicita come per la funzione esplicita; preferisco «e-e» ad «o-o»: bianco e nero, ed a volte grigio, a bianco o nero.

Un’architettura valida stimola molti poli di interesse e molti livelli di significato: il suo spazio ed i suoi elementi sono leggibili  e fruibili  contemporaneamente in molti modi allo stesso tempo. 

Ma un’architettura basata sulla complessità e sulla contraddizione richiede un impegno speciale verso l’insieme: la sua reale validità deve essere nella sua totalità, o nelle sue implicazioni di totalità … deve perseguire la difficile unità dell’inclusione piuttosto che la facile unità dell’esclusione.

Il più non vale di meno: « More is no less ».

Annunci

One thought on “Una architettura non semplice: un manifesto gentile

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...